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Les Flâneurs Edizioni, 2021

romanzo

«Alle donne, ma anche a certi uomini, piace farsi da parte. Farsi da parte per permettere di osservare senza essere notati. Se non si viene notati, ci si può prendere il lusso di scegliere: entrare in scena o rinunciare alla rappresentazione»

Veronica e Astolfo aspettano un figlio. Tancredi è un attore, teme di non avere un passato e cerca la propria idea di Teatro. Arcangelo gioca con i propri pensieri e un giorno inciampa in Maddalena, nella sua giovane vita e nella sua scomparsa. Tutti si sfiorano come le perle di una collana e si incontrano in una città che è molte città. Questa storia di deformazione li costringerà a scegliere che ritmo dare al proprio movimento del ritorno.

«Un romanzo difficile da spiegare, perché contiene troppa vita e troppo significato; un’opera che si fa rappresentazione di un’umanità dolente e meravigliosa, che quando cade si rialza, che quando sbaglia è consapevole che l’errore fa parte del gioco»

«Tutto, nel romanzo, rimuove nella testa e nella pancia del lettore. Ed è in questi spazi che abitano i personaggi, mai così ben definiti attraverso le pagine, perché tutto avvenga nella testa e nel cuore di chi legge, poiché c'è molta drammaturgia ne Il movimento del ritorno. [...] Sono evidenti tanti rimandi alla poesia che non ha spazi né confini, da Yeats a Pavese, passando per Pasolini (la dedica del libro è a un suo grande amico, David Grieco). Il movimento del ritorno in tal senso è, innanzitutto, una dichiarazione di poetica («La pittura è una poesia muta e la poesia è una pittura cieca»). Una poetica, però, non disgiunta dalla vicinanza, dalla tangibilità di corpi che si attraggono per viversi, a differenza di chi sceglie il virtuale.»

Giancarlo Visitilli, Cinque personaggi in cerca d'autore

«Corriere della Sera», 13 ottobre 2021